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BOSCO TERRACQUA

Descrizione

I lavori di realizzazione del grande invaso per le acque bianche situato presso la rotatoria a est dell'abitato di Sant’Ilario d’Enza, poco lontano dal cimitero, ha messo in luce preziose testimonianze archeologiche di epoca etrusca.

Da questa importante scoperta è maturata la decisione dell’Amministrazione comunale di Sant’Ilario di valorizzare l'intera zona attraverso la creazione di un parco archeologico e naturalistico destinato alla fruizione pubblica in cui sono presenti testimonianze dei ritrovamenti archeologici avvenuti tra il 2004 ed il 2006, un’area boschiva ricca di piante e arbusti ed un percorso ad anello che circonda l’invaso delle acque.
Le linee guida utilizzate per la realizzazione del parco sono semplici ma originali: intervenire senza introdurre elementi artificiali, esaltare i valori storici ed archeologici, ricostruire l'ambiente naturale dell'epoca dei reperti. I numeri del parco:- l’area ha un’estensione di 23.400 mq- sono presenti 230 tra piante, essenze ed arbusti, un percorso di 474 metri con pavimentazione in pietrischetto e cinque pannelli didattici che illustrano i ritrovamenti archeologici

Lituus  è il nome di questo sito archeologico. Il lituo (lituus in latino) è l'insegna dell'àugure etrusco e poi romano. Con essa, questo sacerdote/magistrato sovrintendeva alle fondazioni di città e al tracciamento delle strade. Dal territorio di Sant’Ilario proviene un frammento di lituo etrusco, il secondo che si conosca dopo il modello di lituo rinvenuto in una tomba di Cerveteri. E' significativa la provenienza, considerata la concentrazione nel territorio di Sant’Ilario di numerosi segmenti di strade etrusche.

IL POZZO
Individuato nel 2004 e parzialmente scavato nel 2006, è internamente rivestito di ciottoli di media dimensione provenienti dal vicino torrente Enza e si suppone abbia una profondità di 6-8 metri. Il pozzo garantisce il rifornimento idrico al villaggio; uncini in osso o in legno permettono di calare secchi di bronzo o brocche in terracotta per attingere acqua.

LA FORNACE
Nell’età del ferro cominciano a essere documentate le fornaci a struttura verticale con la camera di cottura separata dalla camera di combustione.Scavato il prefurnio cioè il passaggio che permette di agire davanti alla fornace, si scava un’altra buca che si copre con un piano forato di terracotta su cui si appoggia il vasellame da cuocere, che a sua volta viene coperto da una calotta realizzata con impasto di argilla, paglia e rami secchi e fornita di foro per lo sfiato.Nella buca sotto il piano forato, all’inizio viene acceso un piccolo fuoco per preriscaldare e successivamente un fuoco vero e proprio con legna e fascine. Con questo sistema si raggiungono 800-900 gradi e si ottengono due tipi di cottura: la cottura riducente, cioè povera d’ossigeno, che consente di ottenere ceramica ad impasto completamente nero come il bucchero, oppure una cottura ossidante, cioè ricca di ossigeno che permette di ottenere ceramica ad impasto chiaro, come la ceramica o i laterizi etrusco padani.

LA STRADA
Durante gli scavi del 2004 e del 2006 è stata indagata una strada costituita da ciottoli di fiume di varia pezzatura provenienti dal torrente Enza. Diversi cocci reperiti fra i ciottoli contribuiscono a datare il tracciato al VI secolo a.C; la strada ha orientamento est-ovest ed è larga circa tre metri.

L’abitato di Sant’Ilario, caso rarissimo nel panorama degli insediamenti etruschi della pianura emiliana occidentale è dunque dotato di strade selciate.

Dove

BOSCO TERRACQUA

Sant'Ilario d'Enza (RE)
42049 - Italia

Ulteriori informazioni

Ultimo aggiornamento

16-11-2022 10:11

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